Ideare per comunicare

Cos’è il Funnel di Vendita?

cos'è il funnel di vendita

Il funnel di vendita, o funnel marketing, è un modo per rappresentare il processo di
acquisizione clienti. Conoscere il funnel di vendita è molto importante, soprattutto per chi vende prodotti o servizi online.

Per cominciare, la parola funnel significa imbuto e, come ben sappiamo, la particolarità di un imbuto è di avere un’ apertura molto ampia, e la parte terminale estremamente stretta. La struttura dell’imbuto rispecchia perfettamente il percorso delle persone quando
acquistano beni e/o servizi.

Già, perché le persone- più o meno consapevolmente- compiono un “cammino” prima di arrivare all’acquisto. Facciamo subito un esempio:

  1. Un negozio di abbigliamento trabocca di gente. Nonostante l’alta affluenza, vi è una certezza: tra tutte le persone che sono entrate nel negozio, soltanto alcune di loro usciranno con una busta in mano. Le restanti persone, dopo aver visionato gli scaffali e provato alcuni capi, usciranno senza comprare nulla. Probabilmente, molti di loro sono entrati solo per dare un’occhiata, altri non hanno trovato quello che cercavano; altri ancora non sono rimasti soddisfatti dei prezzi ecc.
  2. Negozio di abbigliamento online: l’e-commerce riceve moltissime visite, le persone osservano i prodotti presenti sul sito; comparano i prezzi; inseriscono prodotti nelle loro wishlist, ma solamente una piccola percentuale inserirà dei prodotti nel carrello virtuale portando a termine l’acquisto.

Insomma, online oppure offline, in un processo di vendita accade sempre la stessa cosa: soltanto una parte dei potenziali clienti porta a termine un acquisto. Ed ecco spiegato l’imbuto applicato al marketing: nell’apertura dell’ ”imbuto di vendita” entrano tutti i potenziali clienti mentre all’estremità, dove l’imbuto si stringe, escono solamente i clienti veri e propri.

Ma quello che è veramente interessante, e di cui ci occuperemo ora, è che online abbiamo la possibilità di intervenire attivamente, con varie strategie, per aumentare il flusso di clienti in entrata (e quindi, potenzialmente, anche quello in uscita).

Per fare questo, occorre innanzitutto svelare le fasi “invisibili” del processo di
vendita, e lo facciamo servendoci proprio dell’immagine dell’imbuto.

funnel marketing

Come possiamo vedere, gli step fondamentali del funnel sono quattro:

  • Attrazione
  • Interesse
  • Conversione
  • Fidelizzazione

Come dicevo, possiamo intervenire in ognuna di queste fasi, servendoci di vari strumenti digitali, qui riportati alla destra dell’imbuto. Lo scopo, quando si organizza un funnel di vendita, è di ottimizzare al meglio ogni passaggio; preparare il terreno adatto per trattenere quanti più utenti possibili all’interno del funnel e di accompagnarli all’ultimo step.

Non esiste un unico modello di funnel da applicare; ma va progettato strategicamente, di volta in volta, tenendo conto di:

  • Tipo di azienda/servizi
  • Target, ossia la tipologia di potenziali clienti
  • Obiettivo che si vuole raggiungere

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, ci tengo a precisare che l’obiettivo di conversione non è per forza di cose la vendita.

La conversione esprime il completamento con successo di un’azione di marketing orientata a far compiere agli utenti una determinata azione; ad esempio, l’acquisto di un prodotto, la sottoscrizione di una newsletter, il download di un documento, l’accesso al sito web ecc.

Come funziona il funnel di vendita?

Vediamo ora nel dettaglio gli step di un funnel di vendita

1- ATTRAZIONE

La prima fase consiste nell’attrarre più persone possibili verso la propria azienda/prodotto. È il momento di farsi conoscere dal pubblico e far acquisire notorietà al proprio brand; insomma, di far entrare le persone nel funnel.

Nel mondo digitale, questo si può fare grazie ai moltissimi mezzi a disposizione che ora t’illustro brevemente. 

  • Seo: La SEO (Search Engine Optimization) è un insieme di tecniche volte a portare un sito web nelle prime posizioni sui motori di ricerca, sfruttando le parole chiave che usano le persone. Questo significa farsi trovare facilmente dagli utenti che stanno svolgendo una ricerca su Google.

  • Google Ads: pur usando altre modalità, queste inserzioni pubblicitarie hanno lo stesso scopo della SEO, ovvero portare molta visibilità a un sito web.

  • Blog: è possibile attirare gli utenti anche attraverso articoli di blog per stimolare la loro curiosità.
  • Social media: Facebook, Instagram, ma anche piattaforme come Youtube, sono strumenti utilissimi per farsi trovare dalle persone in rete e per raccontar loro la nostra attività.

2- INTERESSE

Segue un processo di raffinazione: si cercano le persone che potrebbero essere realmente interessate a ciò che si offre; in questa fase il numero di utenti si riduce inevitabilmente, ma la cosa positiva è che restano gli utenti “giusti”: quelli che probabilmente convertiranno!

Una volta scremato il pubblico, lo si motiva all’acquisto facendo leva sui loro bisogni/desideri, dando loro informazioni utili per facilitare la decisione d’acquisto. Si offre una soluzione ai loro problemi e si stimola il loro interesse grazie a contenuti specifici, come:

  • E-book o pdf gratuiti da scaricare
  • Video informativi
  • Faq
  • Sconti e offerte speciali

In questo modo si offre un approfondimento o un “ assaggio” dei propri servizi, un ulteriore input che possa spingerli alla conversione.

Uno degli aspetti interessanti di questo step è che può essere sfruttato anche per la raccolta degli indirizzi e-mail degli utenti (che vengono richiesti in cambio del contenuto omaggio da scaricare), che saranno fondamentali per fare e-mail marketing in un momento successivo.

3-CONVERSIONE

L’imbuto si assottiglia sempre più: ci troviamo nel cuore del funnel di vendita, il momento in cui gli utenti convertono (come abbiamo visto la conversione dipende dall’obiettivo del funnel).

In questa fase non siamo più davanti a un utente completamente sconosciuto e indefinito, ma bensì un CLIENTE. Ma, come si arriva a farlo convertire? Qui gli strumenti utili sono:

  • Sito web: In un sito web non devono mancare le call to action (invito all’azione), ovvero quelle parti in cui si richiama l’attenzione dell’utente per sollecitarlo a compiere un’azione. Sono, fondamentalmente, quei pulsanti che conducono alla conversione (es. “aggiungi al carrello”, “prenota”, “registrati”, “contattaci”, “invia richiesta”, “scopri di più” ecc).
  • Landing page: sono pagine web molto specifiche dove far atterrare un utente e per promuovere una call to action precisa. Una landing page è raggiungibile attraverso una campagna di web marketing, come: un annuncio Ads, un’inserzione a pagamento su Facebook oppure una campagna di email marketing.
  • Retargeting: Infine, grazie al retargeting possiamo recuperare quelle persone che non hanno convertito immediatamente ma che hanno mostrato interesse; è un tipo di pubblicità online (si fa tramite Google o Facebook) il cui scopo è di far ritornare le persone sul sito web (o sulla landing page) e, questa volta, condurli all’acquisto.

4-FIDELIZZAZIONE

Una volta che le persone hanno raggiunto la conversione, è opportuno dedicarsi al rafforzamento del rapporto di fiducia con loro.

La fidelizzazione è uno step da non sottovalutare: è più semplice e vantaggioso, infatti, avere dei clienti affezionati, rispetto la continua ricerca di nuovi consumatori.

Per creare un legame con i clienti, ci vengono in aiuto strumenti come:

  • E-mail, tramite le quali raccontare le ultime novità, proporre offerte, nuovi servizi, sconti riservati ecc. (ti ricordi l’importanza di raccogliere le e-mail degli utenti, che abbiamo visto nel secondo step del funnel?).
  • Assistenza clienti nel post-vendita. Uno degli aspetti che può influenzare il ritorno -o meno- di un cliente è l’efficacia del proprio customer service. Il cliente, infatti, non deve sentirsi abbandonato dopo l’acquisto: deve poter contare sull’aiuto di un esperto in ogni momento. In questo modo si evitano recensioni negative e, di conseguenza, si può sperare nel ritorno del cliente in futuro.
  • Recensioni; è importante conoscere le opinioni dei clienti poiché un cliente soddisfatto probabilmente genererà un passaparola positivo, innescando altre vendite e altri commenti positivi. Altrettanto raccomandabile è rispondere ai commenti negativi per mostrarsi attenti e interessati a tutti i giudizi, e sfruttare la possibilità di difendere il prodotto /servizio che è stato messo in discussione.
  • CRM; per facilitare la gestione delle relazioni con i clienti, vengono in aiuto questi software. L’obiettivo di un CRM è di aiutare le aziende a restare in contatto con i clienti in modo sistematico, semplificando e rendendo più efficienti i processi aziendali.

Riassumendo, possiamo notare -attraverso i 4 passaggi illustrati sopra- la seguente trasformazione:

UTENTE SCONOSCIUTO
UTENTE INTERESSATO
CLIENTE
CLIENTE ABITUALE

Va precisato che questa “trasformazione” non è immediata, e i funnel sono dei modelli e come tali sono tracce da seguire ma con flessibilità, adattandoli ai risultati concreti.

A proposito dei risultati: se non soddisfano, o non si sono raggiunti gli obiettivi di conversione prefissi, bisogna analizzare tutti gli step del funnel aiutandosi con Google Analytics; solo in questo modo si può scoprire cosa ostacola il flusso e apportare le necessarie modifiche.

Hai bisogno di aumentare il flusso dei tuoi clienti e far conoscere la tua azienda? Possiamo aiutarti a strutturare il tuo funnel di vendita.

Cos’è l’immagine coordinata?

Cos’è l’immagine coordinata

L’immagine coordinata (o grafica coordinata) è l’insieme degli elementi grafico-visivi che comunicano, in modo armonioso e coerente, un marchio o un’azienda. Potremo dire che è il “vestito” che indossa un’azienda, il suo tratto distintivo che la rende immediatamente riconoscibile agli occhi del pubblico.

L’immagine coordinata, costituita da vari elementi che scopriremo tra poco, non riguarda l’aspetto visivo fine a se stesso, ma serve a veicolare il messaggio aziendale. Per questo motivo è indispensabile che l’agenzia di comunicazione che se ne occupa, dedichi del tempo ad un accurato briefing con il cliente per conoscere i valori, lo stile comunicativo e la mission della sua azienda. Solo in questo modo riuscirà a confezionare un “abito su misura” in grado di rappresentare l’azienda e rafforzare la sua brand identity.

In sintesi, l’immagine coordinata serve ad un azienda (o ad un professionista) per:

  • Esprimere la sua personalità
  • Migliorare la propria reputazione
  • Rafforzare la sua brand identity
  • Imprimersi nella mente delle persone; rendersi “memorabili”
  • Dare un senso di uniformità e coerenza espressiva
  • Distinguersi dai competitor

Quali elementi formano l’immagine coordinata? 

Gli elementi che costituiscono un’immagine coordinata variano in base al tipo di azienda (di cosa si occupa, quali prodotti o servizi offre ecc.) ma, essenzialmente, sono:

  • Il logo: la sintetizzazione grafica di ciò che l’azienda rappresenta.
  • Il coordinato grafico: biglietti da visita, carta intestata, dépliant, brochure, ovvero gli elementi cartacei che servono per presentarsi al cliente.
  • Il sito web: l’immagine aziendale deve essere coerente anche online (sito web, social media, newsletter ecc.), per mantenere intatta la riconoscibilità visiva dell’azienda.

Potremo elencare anche: i packaging; le campagne pubblicitarie, i calendari aziendali & gadget, gli inviti, il materiale promozionale, i listini e i cataloghi, i portadocumenti, le divise lavorative, gli espositori pubblicitari, insegne e cartelloni ecc. Insomma: tutto ciò che rappresenta un’azienda e che la mette in contatto con i clienti.

Come dicevamo, questi elementi non sono solamente “di bellezza”, ma contribuiscono a trasmettere gli obiettivi di un’azienda. L’importante è che siano uniti da un filo conduttore chiaro e coerente.

coordinato-grafico-fraccafood

Parola chiave: coerenza

Tutti gli elementi che compongono la grafica coordinata devono uniformarsi al logo: se tutte le parti sono in armonia fra loro, vengono percepite come appartenenti ad un’unica realtà. Il principio di coerenza può essere rispettato se si conoscono alcune regole, che gli esperti di grafica e design sanno padroneggiare:

  • Colore: la scelta dei colori è fondamentale per un’immagine coordinata. Basti pensare a brand famosissimi come Coca Cola oppure McDonald’s o Tiffany, dove sono i colori stessi che entrano nella mente delle persone e con i quali identificano immediatamente il brand e il prodotto. Nella scelta del colore/i bisogna ricordare che essi hanno un significato intrinseco e sono capaci di trasmettere emozioni. Ogni colore invia al nostro cervello input emotivi e psicologici diversi, per questo è importante scegliere il colore corretto da utilizzare nel marchio, sulla base al messaggio che si vuole veicolare. Infine, occorre una certa padronanza dell’uso dei colori, del loro accostamento sia dal punto di vista estetico che funzionale.
  • Font: altrettanto importante è la scelta del carattere tipografico. Per trasmettere coerenza visiva è bene utilizzare sempre un’unica font. La varietà di font esistenti è pressoché infinita e nella scelta non bisogna basarsi su quello che esteticamente piace di più: come nel caso dei colori, anche i caratteri tipografici sono in grado di trasmettere un messaggio e suscitare emozioni.
  • Pattern e icone: tutti i piccoli elementi che completano la grafica (sfondi, icone, linee, tratti e simboli) non devono essere lasciati al caso ma abbinarsi per colori e stile al resto degli elementi “principali”.
  • Foto&Immagini: Una volta scelti gli elementi base della grafica, anche le immagini e le foto (ad esempio per il sito, per i social media ecc.) devono rispettare quell’identità finora creata, e vanno accostate sempre in maniera armonica. Inoltre, le immagini da utilizzare nella comunicazione devono essere di qualità e accattivanti, senza ricorrere a immagini banali, viste e riviste.

Un’immagine coordinata realizzata ad hoc e con professionalità può, ad eccezione di qualche opera di restyling per far fronte ai cambiamenti di mercato e dei bisogni dei consumatori, durare a lungo nel tempo. 

Ti voglio salutare mostrandoti alcuni lavori della nostra web agency a Verona. 

Alla prossima 🙂

Stefano Comencini

Vorresti un'immagine coordinata che rappresenti la tua azienda?

Indicizzazione sito web: SEO o Google Ads?

Indicizzazione sito web

Quando viene ultimata la realizzazione di un sito web, si lavora per migliorare la sua visibilità, in altre parole per rendere un sito “trovabile” dagli utenti. Un sito web in cima alla lista dei risultati di Google (motore di ricerca utilizzato dal 90% delle persone) riceverà, infatti, un sacco di visite; moltiplicando conseguentemente le possibilità di conversione (= vendita nel caso di un e-commerce, prenotazione nel caso di un hotel e così via).

Insomma, per essere trovati online non è sufficiente avere un sito web, ma esso
va sostenuto e promosso da strategie di marketing
. Le strategie per la promozione di siti web possono essere a pagamento (SEA) e non (SEO).

Come vedremo in quest’articolo, SEA e SEO non differiscono fra loro solamente per questo criterio di natura economica; ma anche per altri aspetti (tempi di realizzazione e di ottenimento dei risultati). Prima di presentare le loro differenze, però, facciamo chiarezza su questi termini.

  • SEA, sta per Search Engine Advertising e consiste nella creazione di annunci a
    pagamento sui motori di ricerca per pubblicizzare le pagine di siti web.
    Lo strumento più utilizzato è Google Ads, con gli annunci “Search”.
  • SEO, Search Engine Optimization, è un insieme di tecniche che intervengono
    direttamente sul sito web
    , migliorandone alcuni aspetti (parole chiave, struttura,
    contenuti, link, tag e altri
    ) utili ai fini di posizionamento sui motori di ricerca.

Se poi vogliamo divertirci ancora un po’ con gli acronimi, possiamo aggiungere che

SEO e SEA fanno entrambi parte del SEM (Search Engine Marketing) che, appunto, è l’insieme di tutte le attività di marketing che migliorano la visibilità di un sito web nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca.

Voglio precisare subito che non c’è una tecnica migliore dell’altra ma tutto dipende dagli obiettivi, dal tempo e dal budget a disposizione, e non è detto che le due strategie non possano coesistere.

Ora cerchiamo di fare chiarezza su i pro e i contro di SEO e SEA.

google

Caratteristiche SEO

Come abbiamo accennato prima, la SEO è un insieme di tecniche per costruire un sito
web in grado di attirare visite in modo naturale; senza, cioè, ricorrere ad annunci a pagamento. La SEO intercetta le domande degli utenti e interviene realizzando contenuti utili e pertinenti.

Questo tipo di lavoro, incentrato sul dare le risposte agli utenti, viene premiato dagli utenti stessi ma anche da Google, che aumenta la visibilità di quei contenuti all’interno delle pagine di ricerca.

Anche se uno degli aspetti più noti della SEO è la ricerca e lo studio delle migliori keywords (le parole chiave che utilizzano gli utenti nelle loro ricerche online) , ci sono tantissimi altri aspetti soggetti ad ottimizzazione, come:

  • La struttura del sito e del menu di navigazione;
  • I contenuti testuali;
  • I link interni al sito e i backlink (link provenienti da siti esterni);
  • L’usabilità del sito;
  • L’accessibilità delle informazioni;
  • Le immagini e video.

Ciascuno di questi fattori contribuisce a migliorare il posizionamento del sito all’interno delle pagine di ricerca di Google. Spiegare nel dettaglio la SEO richiederebbe un articolo a parte. Qui vogliamo concentrarci sui vantaggi che può portare a un sito web e le differenze rispetto le
attività SEA.

sea e seo

PRO

  • Il sito compare nei risultati di ricerca gratuitamente: con il posizionamento organico non si pagano i click ricevuti. Se un utente, nelle sue ricerche, trova il tuo sito web e ci clicca sopra, non ti viene addebitata alcuna spesa, poiché il sito è stato posizionato in maniera “naturale”. 
  • Risultati stabili nel tempo: una volta raggiunto un buon posizionamento del sito tramite la SEO, questa visibilità sarà stabile nel tempo mantenendo i risultati nel lungo periodo. Lungo periodo non significa, però, “per sempre”: saranno, infatti, necessari degli aggiornamenti poiché gli algoritmi di Google sono in continua evoluzione.
  • Migliora l’autorevolezza dell’azienda/brand: secondo alcune analisi, gli utenti si fidano molto di più dei risultati naturali rispetto agli annunci. Sembra, infatti, che i risultati organici vengano cliccati 8.5 volte in più degli annunci a pagamento. Questo probabilmente perché le persone hanno imparato ad individuare gli spazi pubblicitari e li ignorano, reputandoli meno attendibili.

CONTRO

  • Ci vuole tempo per vedere i risultati: per applicare le strategie SEO serve tempo, così come vedere i risultati. Per chi ha fretta o deve promuovere un sito in un preciso periodo (pensiamo alla necessità di mostrare una landing page con l’offerta last minute di un servizio o prodotto, oppure la promozione di un evento imminente) la Seo non è la strada
    giusta.
  • Il posizionamento non è assicurato: le attività SEO sono talmente complesse e dipendono da così tanti fattori che non è possibile garantire il miglior posizionamento organico. Bisogna far fronte, ad esempio, ai tantissimi competitor, magari presenti sul web da più tempo.

Caratteristiche SEA 

Come dicevamo, la SEA è a pagamento: le inserzioni pubblicitarie Google Ads, infatti, sono in modalità Pay-per-Click (PPC): si paga una determinata cifra per ogni click che gli utenti fanno sull’ annuncio. Per rendere una campagna Ads davvero efficace sono necessarie delle operazioni
quali: scelta del target, analisi, sviluppo e monitoraggio della campagna per ottenere il massimo ROI (Return on Investment), ovvero ottenere i miglior risultato con il minimo investimento.

Insomma: le campagne Google Ads sono sicuramente meno complicate da predisporre rispetto gli interventi SEO, ma non funzionano in maniera completamente automatica; in altre parole non è sufficiente pagare e lasciare che Google Ads faccia da sé, ma vanno predisposte e monitorate da personale competente.

 

PRO

  • Risultati immediati: una volta impostata la campagna pubblicitaria, l’annuncio comparirà subito nei risultati di ricerca. E questo è il punto forte di Google Ads, ideale per le nuove aziende che devono farsi conoscere o per i siti web freschi di realizzazione e che desiderano del traffico immediato.
  • Scelta del budget: con Ads si ha il pieno controllo del budget: le campagne, infatti, hanno un costo variabile e si può decidere liberamente il costo di ogni click. Certo, bisogna fare attenzione a non scegliere budget troppo bassi, altrimenti non si comparirà tra i primi annunci.
  • Modificare gli annunci in tempo reale: uno dei vantaggi di Google Ads è la possibilità di monitorare costantemente l’andamento delle campagne pubblicitarie e, di conseguenza, migliorarle strada facendo intercettando il pubblico più adatto.

 

CONTRO

  • Visibilità sempre legata al budget: quando il budget giornaliero impostato è terminato, il sito web smette di comparire tra i risultati di ricerca.
  • Alta competitività: Se si ha a disposizione un budget ridotto, si rischia di rimanere sopraffatti dai competitor che investono di più.

Riassumendo, potremo dire che la SEO è un vero e proprio investimento per chi desidera dare una visibilità stabile al sito e non dipendere dai costi per click. Inoltre è preferibile se si vuole migliorare la percezione del brand e rendere più autorevole l’azienda. In ogni caso va bene solo per chi non ha fretta.

Viceversa, la SEA- e quindi Google Ads – va bene per promuovere velocemente un sito e portare traffico immediato senza troppe preoccupazioni per il domani.

Stefano Comencini

Se ti stai chiedendo quale strumento faccia più al caso tuo, possiamo aiutarti ad orientarti e a predisporre la tua strategia di web marketing.

Come leggere i dati di Google Analytics

Come leggere i dati di Google Analytics

Hai fatto realizzare il sito web della tua azienda/attività, probabilmente nella speranza che riceva quante più visite possibili; magari hai anche investito in strategie SEO per ottimizzare il suo posizionamento sui motori di ricerca; oppure hai speso soldi per sponsorizzarlo attraverso Google Ads o le campagne pubblicitarie di Facebook.

Ma, indipendentemente da come arrivi il traffico al tuo sito web, sei sicuro che lo stai analizzando con attenzione? Solitamente le web agency come la nostra, che realizzano siti web, forniscono periodicamente al cliente dei report con i dati relativi il traffico del suo sito; e lo fanno grazie a un’importante strumento di monitoraggio che è Google Analytics.

“Google Analytics è un servizio di web analytics gratuito di Google che consente di analizzare delle dettagliate statistiche sui visitatori di un sito web. Google Analytics è il servizio di statistiche più usato nel web ed è utilizzato da circa il 56,4% degli stessi siti web”.
WIKIPEDIA

Cos’è e a cosa serve Google Analytics

Google Analitycs è un servizio gratuito di Google che serve a monitorare il proprio sito web e lo fa, in estrema sintesi, attraverso un codice di monitoraggio che viene installato in ogni pagina del sito.

Analytics registra una vasta gamma di dati utili e, tramite grafici, tabelle e statistiche, mostra il comportamento degli utenti sul proprio sito web. Chiunque abbia un sito dovrebbe sfruttare le potenzialità di Google Analytics. Ti ricordo, infatti, che un sito web non è solo una vetrina per mostrare prodotti o servizi, ma- se progettato secondo certe logiche- può diventare uno degli strumenti di marketing e di vendita più importanti.

E Google Analytics non fa altro che supportare il sito web, misurando il suo rendimento per renderlo sempre più efficiente.

In questo articolo non mi occuperò dei dettagli tecnici di Google Analytics, in quanto è un argomento abbastanza vasto, ma mi limiterò a spiegarti, nel modo più semplice, alcuni dati che raccoglie Analytics. Innanzitutto ci sono quattro macro aree principali che vengono prese in considerazione (chiamati rapporti): pubblico, acquisizione, comportamento e conversioni. Scopriamole.

grafici Google Analytics

PUBBLICO

Questa sezione, come dice il nome, raccoglie alcune informazioni sugli utenti, come:

  • Età
  • Sesso
  • Provenienza geografica
  • Lingua parlata
  • Interessi
  • Dispositivi che utilizzano per connettersi a internet

È utile conoscere questo “identikit” dei visitatori perché fa capire se si sta puntando sul giusto target, e anche per creare delle efficaci e mirate campagne di marketing (ad esempio indirizzandole a un pubblico di una specifica area geografica).

ACQUISIZIONE

Questa sezione ci aiuta a capire attraverso quali canali gli utenti sono atterrati sul sito.
Le persone, infatti, potrebbero essere entrate grazie a:

  • Ricerca organica su Google
  • Cliccando su una campagne PPC
  • Seguendo un link da un altro sito (Referral) o un link riportato in una e-mail
  • Attraverso le pagine Social
  • In maniera diretta digitando l’indirizzo internet

È importante, specialmente se sono attive delle campagne pubblicitarie a pagamento, conoscere da dove arriva traffico al sito web.

esempio google

COMPORTAMENTO

Questo report prende in esame tantissime informazioni sul comportamento degli utenti; mostrando il numero di persone approdate sul sito e il tempo trascorso sulle sue pagine, inoltre indica:

  • Le pagine più visitate, da questo dato individuiamo quali contenuti riscuotono maggior successo e gli interessi del target.
  • Il flusso di comportamento; che ci fa scoprire come gli utenti si muovono da una pagina all’altra del sito, da dove iniziano la navigazione e, soprattutto, in quali pagine abbandonano il sito web. Se, ad esempio, Analytics ci indica che gli utenti abbandonano il sito sempre nelle stesse pagine, è altamente probabile che in quei punti ci siano delle problematiche da risolvere.

Qui, inoltre, un dato molto importante cui fare attenzione è la “frequenza di rimbalzo” che esprime, in percentuale, il numero di utenti che si limitano a visitare una singola pagina del sito web e che, in pratica, non interagiscono con il sito e non esplorano le altre pagine.

Nella maggior parte dei casi un’alta frequenza di rimbalzo può essere indice di problemi (banalmente potrebbe essere causata dalla lentezza del sito) ma attenzione: non esiste in assoluto un valore ottimale di percentuale di rimbalzo, molto dipende dalla tipologia del sito web ed è un dato che va contestualizzato.

CONVERSIONI

“Conversioni” è uno dei rapporti più utili, soprattutto per pianificare strategie di marketing e monitorare l’efficacia delle campagne pubblicitarie.

La conversione esprime il completamento con successo di un’azione di marketing orientata a far compiere agli utenti una determinata azione; ad esempio, l’acquisto di un prodotto, la sottoscrizione di una newsletter, il download di un documento, l’accesso al sito web ecc.

Come prima cosa, quindi, bisogna decidere -e poi comunicare a Google- l’obiettivo di conversione del sito e, in seguito, si andrà a verificare periodicamente se quell’obiettivo è stato raggiunto (verrà mostrato il cosiddetto tasso di conversione che è la percentuale dei visitatori del sito che hanno effettuato una conversione).

Oltre al tasso di conversione, per stabilire se le azioni intraprese sul sito stanno portando i risultati desiderati, bisogna conoscere anche il ROI (Return on investment) che, in pratica, esprime quanto una determinata operazione online ha fatto guadagnare.

grafico Google Analytics

Riassumendo, possiamo dire che Google Analytics è indispensabile per:

  • Monitorare gli accessi al sito
  • Fare un identikit dei visitatori
  • Verificare e migliorare le proprie strategie di marketing
  • Capire da quali canali gli utenti accedono al sito e come lo navigano

Ti ricordo che i parametri che Google Analytics è in grado di fornire sono davvero tantissimi e non finisce quindi qui l’elenco dei suoi vantaggi. In quest’articolo ho voluto evidenziare solo i principali.

Ci tengo però a concludere con un suggerimento circa la modalità e la frequenza di lettura delle statistiche Analytics: consiglio di visionare i dati almeno una volta al mese e di farlo assieme a un professionista; questo perché, essendo Analytics molto articolato, non è così semplice riuscire a trarre le giuste conclusioni; inoltre è soggetto a frequenti aggiornamenti con continue aggiunte di nuove funzioni.

Alla prossima
Stefano Comencini

Ideare per comunicare, realizzazione siti web Verona

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